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“Le parole vuote”
Le parole vuote
sono leggere,
si affidano al vento
come foglie senza memoria
e salgono in alto
fino a sfiorare
quel pezzo di cielo
che appartiene solo a noi.
Sembrano immense,
gonfiate,
esagerate,
solo perché
non portano nulla,
solo perché
dentro non custodiscono peso,
e non fanno rumore
come ciò che vuole sembrare eterno
senza esserlo mai.
Invece, le parole vuote
hanno il respiro lento
di chi conosce
il desiderio,
scivolano piano
sulla pelle dell’anima,
si fermano tra un silenzio e l’altro,
dove il cuore si lascia toccare davvero.
E possono volare in alto,
molto più in alto,
là, dove gli amanti
si incontrano
senza corpo
prima ancora
di sfiorarsi,
in quel luogo sottile
dove basta un sussurro,
uno sguardo,
per sentirsi
Infinitamente vicini.
Poesia di Salvatore Ambrosino tratta da Ricord (i)Arsi 6